Grazie!

 

Ringrazio chi era presente al Parco dell’acqua il giorno che ho presentato il mio libro. Emozionata? Sì, perché il tema è tosto, e gli anni che racconto racchiudono gli eventi importanti che segnano la Storia: la distruzione del tempio di Gerusalemme, l’eruzione del Vesuvio, l’incendio di Roma dell’ottanta, la morte improvvisa di Tito, di cui ancora oggi non sappiamo le cause. 

L'ARCE il luogo degli antichi auguri.

Alla fine dell’ottocento sono state ritrovate delle fondamenta di un edificio antico nell’attuale piazzale della torre Mirabella in castello, a Brescia,  sono state subito ricoperte e giustificate come chiesa paleocristiana del V secolo dedicata a S. Stefano in ARCE. Ma ARCE è un nome che evoca gli auguri, ovvero gli antichi sacerdoti pagani incaricati di delimitare il luogo del futuro tempio.

Brixia, città della Gallia Cisalpina, nel I secolo dell'era volgare.

Nel mio ultimo libro Roma Aeterna ho dedicato due capitoli a Brixia, città della Gallia Cisalpina, al suo vasto e diversificato  territorio, alle sue valli, Camonica, Valtrompia e Valsabbia retta dalla dea Vesta, ai laghi Benaco, Iseo e Idro. Ho fatto soggiornare il futuro  imperatore nella villa dei Catulli a Sirmione,  dove ancora aleggia  l’eco dei versi del giovane poeta perdutamente innamorato di Clodia.

Parco dell’acqua, piazzale Arnaldo, l’antico porto fluviale, il circo.

Il luogo mi è caro, lì c’era il porto e non uno qualsiasi ma il terzo porto fluviale per importanza  dell’Italia Cisalpina, fu navigabile   dal I al V secolo dell’era volgare, sorgeva alla confluenza del Garza con il Naviglio Grande. Costruito a ridosso di Canton Monbello, ovvero il Monte Bello così era denominato il luogo fortificato romano che sovrintendeva sia il  porto che le importanti strade di comunicazione.

Il mio prossimo libro.

Il mio prossimo libro.

Attivisti di – ultima generazione – interrompono la messa al Pantheon, qualcuno li ha definiti  eco vandali, in effetti non hanno distrutto nulla hanno solo preso la parola senza chiedere permesso, tra lo stupore dei presenti e l’imbarazzo dei preti. Hanno torto, hanno ragione? Non lo so, non sono così convinta dei loro ragionamenti.

A proposito della Vittoria Alata.

 

Il luogo che ospitava la Vittoria Alata, data la sua importanza e funzione non poteva essere altro che un’abside dentro una curia, dove si riunivano i senatori.  Questo valeva per Roma, difatti stava nella curia Iulia, voluta da Giulio Cesare,  ma anche per una città come Brixia, che aveva come Roma la sua curia Iulia e il senato locale.  

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