
Si saranno mai incontrati? Chi? Giulio Cesare e il poeta Gaio Valerio Catullo, il primo governatore delle Gallie e ospite di quella bella dimora tutta protesa sul lago che tanto gli avrà ricodato la villa del suocero a Ercolano e il secondo, il figlio dei proprietari, poeta e amante infelice della bella Clodia che lui chiama Lesbia in onore di Saffo. Non avevano molti argomenti in comune e gli sguardi saranno stati, di indifferenza da parte dello stoico Cesare e di palese disprezzo da parte del poeta. Casualmente i loro cammini si saranno incrociati sul lago, percorrendo gli infiniti portici della lussuosa villa di Sirmione, o meglio Sirmio che deve il suo nome a una ninfa del lago figlia del dio Benacus. Anche Vulcano abitava quei luoghi sacri, scelti per non allontanarsi da Minerva che invece risiedeva in una valle vicina, la Valtenesi, che come dice il nome è dedicata a Atena, che è sempre lei Minerva, la più intellettuale tra le divinità femminili, di raffinate e colte origini greche.
Il tempio alla dea sorgeva sulla roccia sopra a Manerba che significa Minerva, lo si vedeva da molto lontano, lei era la dea protettrice del lago colei che aveva insegnato a coltivare con pazienza gli ulivi. Oggi del grande tempio rimane un triste tracciato archeologico, dominato da una grande insolente e brutta croce di ferro, che cerca disperatamente e senza successo, di soffocare le energie dell’acqua, della terra e del cielo, neppure il vento le presta attenzione, come potrebbe?
Ogni borgo affacciato sul lago ha un porto di origine romana, in alcuni luoghi come a Toscolano la via d’acqua era l’unica via praticabile fino al mare passando per il fiume Mincio e Olio. La bellezza era tanta e quel paesaggio lacustre calmo e tranquillo evocava tempi di svago, di meditazione e di ozio, come nella Campania Felix.
Chissà se il generale dell’imperatore Marco Aurelio, ovvero Marco Nonio Macrino, proprietario della bella villa a Toscolano, vi arrivava con la sua barca, spinta dal vento, che sul lago non manca o con la forza delle braccia dei rematori?
Marco Nonio Macrino, console, svolge la sua carriera militare sotto tre imperatori: Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio. A Cellatica, in Franciacorta, è stata rinvenuta la dedica del figlio per celebrare il consolato. A Brixia gli dedicano una statua nel foro, come anche nella città di Efeso. Sulla via Flaminia c’è il suo mausoleo con una epigrafe dedicatoria, non fu solo consigliere e luogotenente di Marco Aurelio ma rivestì anche importanti funzioni sacerdotali. Il regista Ridley Scott ha preso in considerazione il generale Marco Nonio Macrino di Toscolano per costruire la figura di Marco Decimo Meridio, meglio noto come il gladiatore.
Sabato 21 settembre appuntamento con il primo incontro di una piccola serie, dedicata alle riflessioni, che da anni porto avanti, rispondendo a dei semplici quesiti: - come ha fatto una religione estranea al nostro mondo a imporsi? E che fine hanno fatto tutte le nostre autentiche tradizioni? Sparite nel nulla o ancora visibili come le tracce del passato?
Sabato 21 settembre alle ore 15 in Piazza Loggia e per una scelta dettata dallo stoicismo,antica filosofia pagana, l’incontro è a offerta libera.
Un’ultima cosa, ringrazio chi risponde esprimendo gratitudine per lo studio che metto a disposizione, di chi vuole conoscere e approfondire.
Annamaria Beretta