Grazie!

 

Ringrazio chi era presente al Parco dell’acqua il giorno che ho presentato il mio libro. Emozionata? Sì, perché il tema è tosto, e gli anni che racconto racchiudono gli eventi importanti che segnano la Storia: la distruzione del tempio di Gerusalemme, l’eruzione del Vesuvio, l’incendio di Roma dell’ottanta, la morte improvvisa di Tito, di cui ancora oggi non sappiamo le cause. 

E’ un libro ricchissimo di studio, che ha richiesto tre lunghi anni di dedizione. Non ho tralasciato nulla,  tutto ciò che bisognava sapere sui personaggi protagonisti, quelli veri, l’ho analizzato comparando le varie fonti, italiane e straniere, compresi gli autori gossippari del tempo antico.

Mi confortano i commenti che ho già ricevuto, uno fra tutti, quello che più mi sta a cuore perché proviene dal pontefice massimo, rettore del tempio di Giove a Roma nonché presidente dell’associazione nazionale Pietas, uno dei promotori del prossimo dies natalis di Roma che si terrà al Circo Massimo dal 19 al 21 aprile. Arriverà gente da ogni parte del mondo antico romano  per  festeggiare i 2777 anni di vita e nessuna civiltà ha mai avuto questo onore.

Giuseppe Barbera, storico e archeologo così scrive a proposito del mio libro: lo sto leggendo con  ardore. Mi spiace che gli impegni mi abbiano impedito di non averlo concluso. Quando lo finirò farò una recensione. Per adesso dico che è scritto molto bene, che la fantasia del romanzo, rasenta la realtà. Formidabile, complimenti.

Merita la lettura? Io, penso di sì. Conosciamo così poco del nostro mondo antico, dei riti religiosi, dello stile di vita quotidiano,  della sana politica intrapresa nelle tante province, tutto è stato travolto da una narrazione ostile, condotta dagli altari senza alcun contradditorio, che ha condannato con grande violenza ciò che ci apparteneva nel profondo, che ha tolto di mezzo la tolleranza religiosa imponendo un pensiero unico sviluppato su due linee rigide, che mai si possono incontrare, da una parte l’ortodossia dall’altra l’eresia, da punire.

La nostra società purtroppo è stata  avvelenata  da questo dogma.  In ogni ambito  non esiste un dialogo che metta in relazione con sforzo e progettualità  realtà diverse, idee diverse ma sempre e  solo la contrapposizione netta,  in ogni dove prevale la logica di conflitto, giusto/sbagliato, amico/nemico e questo è il frutto del pensiero  cristiano, che non conosce mediazioni ma solo arroganza e rigidità. Solo noi abbiamo la verità, sono le parole con cui  il vescovo Ambrogio liquida brutalmente il senatore Simmaco, quando chiede tolleranza per le varie sensibilità religiose. 

Poiché abbiamo l’esperienza e la memoria di ciò che siamo stati, di quanta capacità dialogica, di quanta buona politica  è stata messa in campo per governare con tanto successo un impero così vasto,  occorre ripartire dal punto in cui siamo stati interrotti ovvero dall’imperatore Massenzio che aveva in serbo nuove leggi di pacificazione con i cristiani, i documenti sono stati trovati presso la libreria Marciana di Venezia.  Purtroppo Costantino detto il grande ha seguito altre strade e Teodosio, anche lui grande, ha portato a termine il progetto distruttivo.

Annamaria Beretta