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Parco dell’acqua, piazzale Arnaldo, l’antico porto fluviale, il circo.

Il luogo mi è caro, lì c’era il porto e non uno qualsiasi ma il terzo porto fluviale per importanza  dell’Italia Cisalpina, fu navigabile   dal I al V secolo dell’era volgare, sorgeva alla confluenza del Garza con il Naviglio Grande. Costruito a ridosso di Canton Monbello, ovvero il Monte Bello così era denominato il luogo fortificato romano che sovrintendeva sia il  porto che le importanti strade di comunicazione.

Il mio prossimo libro.

Il mio prossimo libro.

Attivisti di – ultima generazione – interrompono la messa al Pantheon, qualcuno li ha definiti  eco vandali, in effetti non hanno distrutto nulla hanno solo preso la parola senza chiedere permesso, tra lo stupore dei presenti e l’imbarazzo dei preti. Hanno torto, hanno ragione? Non lo so, non sono così convinta dei loro ragionamenti.

A proposito della Vittoria Alata.

 

Il luogo che ospitava la Vittoria Alata, data la sua importanza e funzione non poteva essere altro che un’abside dentro una curia, dove si riunivano i senatori.  Questo valeva per Roma, difatti stava nella curia Iulia, voluta da Giulio Cesare,  ma anche per una città come Brixia, che aveva come Roma la sua curia Iulia e il senato locale.  

Il pugile e la Vittoria.

Sì l’ho visto ed è bellissimo, condivide la stessa cella della Vittoria Alata, per la precisione quella di Giunone, la dea della luna e dell’acqua, che sta alla destra di Giove, particolare che non viene neppure menzionato, non si sa mai che le persone possano, attraverso informazioni più dettagliate,  recuperare sprazzi della loro memoria. Secondo gli organizzatori,  la Vittoria e il pugile, dovrebbero colloquiare tra loro grazie alla presenza di uno specchio.

Come ha fatto la religione ad imporsi?

Fin da piccola ho sempre guardato con molta diffidenza alla religione, non mi hanno mai convinto quelle immagini che trovavo sui libri di catechismo che raccontavano dei deserti, dei pastori vestiti con pelle di capra, di accampamenti fatti di tende, nulla di tutto questo  coincideva nella mia mente a qualcosa che probabilmente conservavo nella memoria. Dov’erano finiti i templi, perché non c’erano più e soprattutto perché nessuno in merito diceva mai nulla?

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