Ringrazio chi era presente al Parco dell’acqua il giorno che ho presentato il mio libro. Emozionata? Sì, perché il tema è tosto, e gli anni che racconto racchiudono gli eventi importanti che segnano la Storia: la distruzione del tempio di Gerusalemme, l’eruzione del Vesuvio, l’incendio di Roma dell’ottanta, la morte improvvisa di Tito, di cui ancora oggi non sappiamo le cause.
Alla fine dell’ottocento sono state ritrovate delle fondamenta di un edificio antico nell’attuale piazzale della torre Mirabella in castello, a Brescia, sono state subito ricoperte e giustificate come chiesa paleocristiana del V secolo dedicata a S. Stefano in ARCE. Ma ARCE è un nome che evoca gli auguri, ovvero gli antichi sacerdoti pagani incaricati di delimitare il luogo del futuro tempio.
Nel mio ultimo libro Roma Aeterna ho dedicato due capitoli a Brixia, città della Gallia Cisalpina, al suo vasto e diversificato territorio, alle sue valli, Camonica, Valtrompia e Valsabbia retta dalla dea Vesta, ai laghi Benaco, Iseo e Idro. Ho fatto soggiornare il futuro imperatore nella villa dei Catulli a Sirmione, dove ancora aleggia l’eco dei versi del giovane poeta perdutamente innamorato di Clodia.