Non c’è solo il lago d’Iseo ad evocare antichi nomi di dei dimenticati, anche il nostro grande e bellissimo Garda ha la sua storia affascinante, Garda è l’evoluzione della voce longobarda warda, che sta per luogo elevato o fortificato ma l’autentico nome con il quale ancora viene definito è Benacus, il dio celtico dalle tante corna, o dai molti promontori. Il dio compare nell’Eneide di Virgilio, come padre del Mincio ed è bella questa paternità del lago, ci restituisce l’immagine di un luogo vivo, dei fiumi come arterie d’acqua che portano la vita fino al mare. D’altra parte il mondo antico è abitato da ninfe e satiri in rappresentanza delle forze della Natura e in costante e misterioso dialogo con gli esseri umani capaci di prestare loro attenzione.
Salò, sede di un antico porto etrusco, prende il nome dal lucumone, ovvero il re etrusco Saloo, figlio di Osiride d’Egitto, che fuggì dalla sua terra per una pestilenza e venne in questi luoghi a cercare la dea Vesta che trovò in Valle di Vestino. Nel successivo tempo dei romani, sempre a Salò, si erigono templi dedicati a Nettuno, a Minerva, a Giove a Mercurio, rimangono deboli tracce, iscrizioni su pietre, dediche a Giove Ottimo Massimo e agli dei Mani. Purtroppo è andata così, una nuova religione di matrice mediorientale stravolgendo una consuetudine di tolleranza millenaria ha distrutto, per affermarsi, tutto ciò che poteva distruggere sul suo cammino ma le orme ancora ci sono e quella memoria che ancora vive dentro di noi va attivata ed è ciò che cerco di fare.
A Maderno esisteva un tempio oracolare ad Apollo dove una pizia come a Delfi dava responsi. Diffuso il culto a Minerva, a Giove a Ercole e alle Giunoni, forse queste ultime furono il genius loci del luogo in relazione alle celtiche Matronae, dal quale sarebbe derivato il nome di Maternum ovvero Maderno.
Mi fermo qui e continuerò nella prossima puntata con notizie sul gladiatore, il generale Massimo Decimo Meridio, ricordate questa scena del film?
"Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa … e avrò la mia vendetta, in questa vita, o nell'altra."
Cosa c’entra con il lago di Garda? C’entra.
A settembre, ho in progetto una serie di incontri su un tema che a me sta molto a cuore e che difficilmente viene indagato, soprattutto in relazione al territorio, ovvero il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, con particolare attenzione alle figure degli imperatori: Costantino, Giuliano e Teodosio, praticamente il IV secolo dell’era volgare. La mia proposta è a offerta libera perché mi sembra più corretto, preferisco che chi verrà, in totale libertà, possa dare il valore a ciò che riceve, anche questa è filosofia stoica, che è l’antitesi del cristianesimo.
Annamaria Beretta
