Il giorno del sole invictus.
I miei migliori auguri ad ognuno di voi.
Il Natale non veniva celebrato nei primi secoli della chiesa cristiana in quanto l’usanza cristiana era quella di onorare la morte delle persone famose e non il giorno della nascita. Il 25 dicembre si celebrava la festa del sole invictus, il giorno del solstizio d’inverno, ovvero le nozze della notte più lunga con il giorno più corto, in altre parole la rinascita del mondo. Giorno che concludeva le festività di saturnalia. Con l’avvento del cristianesimo anche questa ricorrenza dovette sparire e si trasformò faticosamente nel natale cristiano. Ancora ottanta anni dopo, gli editti teodosiani, nel Natale del 460, il papa Leone I, sconsolato scriveva: « È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei.”
Ci vediamo presto per una riflessione sull’imperatore Publio Aelio Adriano, reso celebre ma anche fanfarone da Marguerite Yourcenar, nel suo fantastico libro. L’appuntamento sarà in piazza Loggia, il giorno e l’ora è ancora da decidere. Avete preferenze? Mattino, pomeriggio o sabato? Fatemi sapere. Paura del freddo? Ma no, è così bello stare all’aperto.
E oggi ripropongo i miei due libri con l’agenda dipinta, ne ho ancora pochissime, un regalo perfetto dedicato a chi ama leggere e anche scrivere. Il tutto a cinquanta euro.
Annamaria Beretta
