Massenzio l’ultimo imperatore di Roma.
Disprezzato dai posteri e cancellato dalle cronache a seguito della sua sconfitta per mano di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., subì "damnatio memoriae", le sue imponenti opere pubbliche vennero intitolate al vincitore e il suo vero carattere e la sua vera natura vennero storpiati in una mostruosa caricatura utile alla propaganda dei vincitori. Egli fu in realtà un senatore rispettoso delle istituzioni romane, un grande oratore e un leader carismatico e amato. Riportò in vita gli antichi culti e tradizioni, restituì onore e dignità all'Italia e all'Urbe, la sua politica urbanistica fu senza precedenti in correlazione al brevissimo periodo del suo regno. Fu Princeps e Conservator Urbis Suae, ispirandosi a Romolo e Augusto. Sognò il ripristino della grandezza di Roma e dei suoi Dei, come appare evidente nella sua monetazione, dove apparivano: la fondazione della città, la lupa che allatta Romolo e Remo , Marte dio guerriero e padre dei gemelli fondatori.
Dopo la sua morte, venne colpito dalla consueta “damnatio memoriae”, che non ha però impedito ad alcuni suoi interessanti ritratti di giungere sino a noi. La propaganda costantiniana lo dipinse in seguito come codardo e indolente ma i fatti ci parlano di un Massenzio che ebbe una personalità carismatica; pagano di nascita, fu tollerante nei confronti dei cristiani, che erano anche presenti tra i soldati al suo servizio; fu sempre amato e seguito dai suoi sostenitori e le sue truppe restarono al suo fianco sino alla fine. Della sorte di Valeria, la moglie e del figlio non si hanno notizie. Come in casi analoghi vennero probabilmente eliminati senza troppo clamore, per scongiurare futuri problemi dinastici.
Unico caso nella storia, le insegne del potere di Massenzio, tre scettri in ferro e oricalco, adorni con sfere di vetro giallo e verde e calcedonio, nascoste da qualche fedele seguace in una fossa alle pendici del Palatino affinché non cadessero nelle mani di Costantino, sono state fortunosamente ritrovate in uno scavo archeologico del 2005.
E Brixia? Fedele a Massenzio. Come avremmo potuto ritrovare intatta la Vittoria Alata?
Questi sono i temi che tratterò mercoledì 14 dicembre, ospite dell’associazione evolviamo insieme, tel. 3288974166, all'hotel Ambasciatori in via Crocifissa di Rose. l’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.
