La scoperta di San Casciano dei bagni.
La preoccupazione più grande dei giornalisti all’indomani della scoperta delle statue di bronzo sembrava fosse quella di togliere ai cristiani qualsiasi responsabilità nella distruzione dei luoghi. Poi man mano che gli archeologi restituivano alla vita i manufatti la verità è emersa insieme alla Storia ed è la solita storia. Nel quarto e quinto secolo applicando gli sciagurati editti teodosiani si chiudono tutti i luoghi di culto, degli dei antichi non ci deve essere traccia alcuna. Fortuna vuole che mani pietose sottraggano alla violenza distruttiva di una minoranza invasata ciò che oggi possiamo ammirare, in parte. Gli archeologi ci aiutano a ricostruire quello che era il sacro habitat di un tempo, divenuto illegale all’indomani del 28 febbraio dell’anno 380, quando l’imperatore Teodosio lancia la sua sfida al mondo pagano. La sua è un’idea di minoranza accolta con entusiasmo dai suoi accoliti fanatici che non aspettavano altro di poter varcare la soglia dei templi pagani per arraffare e distruggere. La lotta è all’ultimo sangue, la nuova religione si impone al pacifico e consolidato mondo pagano con una violenza senza eguali. E’ una carneficina continua di anime e di luoghi sacri. Il mondo non sarà più come prima. La celebre frase scritta sul tempio di Delfi, conosci te stesso, soccombe sotto l’autoritarismo di un dio bizzarro imposto con la forza a chi giustamente non ne vuole sapere. La nudità diventa impresentabile nel sacro e qualora rimanga è espressione di dolore, sofferenza e martirio. La nuova religione si ammanta di cupezza, le parole dominanti diventano: peccato e colpa. La sessualità è fuori gioco e ogni sua rappresentazione viene liquidata come schifezza dei pagani. Poveri noi sottoposti ad una incultura devastante che ancora oggi continua e impone i suoi canoni di interpretazione della realtà. Non c’è nulla da fare fino a quando non capiremo per filo e per segno ciò che è accaduto davvero non riusciremo ad avere un progetto umano armonioso. Questa (in)cultura religiosa è un impedimento alla piena riuscita dell’individuo poiché si regge su elementi distorti quali sadismo, masochismo e ipocrisia coltivati e applicati con una metodica programmazione neurolinguistica. Possiamo solo ricordare la bellezza di un tempo e i riti con i quali si celebravano le tante e molteplici divinità pagane. Dicembre era il tempo dei Saturnalia. E in un periodo in cui tutto è sottosopra la testimonianza scritta di Macrobio è commovente, vuole lasciare al figlio Eustazio il ricordo intenso del tempo che fu.
Vi aspetto, se avete voglia, come al solito al costo di 10 euro, giovedì 24 novembre davanti al Capitolium alle ore 15. Tema: le festività di dicembre dedicate al dio Saturno.
