
Dea dell'amore, della sessualità, della fecondità e della bellezza, secondo Omero è figlia di Zeus e Dione. Esiodo invece racconta che Urano, mentre era in amplesso amoroso con Gea, fu scoperto da Crono che lo mutilò. Il membro precipitò nel mare presso Cipro e si trasformò in spuma bianca da cui nacque la Dea, simbolicamente figlia del cielo e del mare. Appena sorta dalle acque, le Ore la vestirono e la adornarono di rose, mirto e gioielli. Compiuta l’opera portarono Venere/Afrodite agli dei immortali. – Benvenuta, essi esclamarono, porsero la mano destra e ognuno la desiderò quale compagna da condurre alla propria magione. Andò sposa a Vulcano, il dio del fuoco, divenne amante di Marte e poi di Mercurio e non disdegnò neppure i comuni mortali, si congiunse con il bellissimo Adone e con il principe troiano Anchise da cui ebbe Enea, padre di Ascanio e capostipite della futura Roma.
In realtà si tratta di una dea Madre della Natura, che pertanto si accoppia sempre, generando in continuazione.
Ad aprile, nel mese dedicato alla dea, veniva celebrata la festa femminile dei Veneralia. Secondo Ovidio, durante queste festività, la statua di culto veniva spogliata dei vecchi ornamenti, era lavata con cura dalle donne della città e adornata con fiori freschi, in particolare venivano utilizzate le rose, a lei sacre. La lavatio delle statue era un’importante pratica importata dalla Grecia e dall’Oriente. Tale rito serviva a rigenerare le forze della divinità grazie all’immersione nell’acqua viva, come se le si volesse dare una seconda nascita. Le matrone di buona famiglia, le donne meno abbienti e anche le prostitute si denudavano e facevano un bagno di purificazione. Durante questo rituale si cingevano di mirto, pianta sacra alla dea per le sue virtù purificatrici e medicinali. Si beveva il cocetum una bevanda afrodisiaca a base di papavero, latte e miele, le matrone pregavano per la concordia e la serenità coniugale, mentre le prostitute l’invocavano per ottenere fascino e sensualità.
Priva di dogmi, rivelazioni ed esplicite professioni di fede, la religione romana, nella molteplicità delle sue manifestazioni, era fondata sulla pratica del rituale, organizzato secondo precise regole cultuali che definivano gli spazi, l’arredo, il sacrificio e i doni alla divinità.
Da Costantino a Teodosio, fatto salvo per una breve parentesi di Giuliano, si assiste ad una sistematica distruzione del mondo pagano, un vero reset. Il ventotto febbraio dell’anno trecentottanta, il terzo giorno antecedente alle calende di marzo, gli imperatori augusti: Graziano, Valentiniano e Teodosio mettono la parola fine a tutti i culti, tranne a quello cristiano cattolico che diviene per legge, unica e indiscussa religione di stato.
Vi aspetto venerdì sedici settembre alle ore 15 davanti alla chiesa di Santa Maria del Carmine, in contrada del Carmine a ovest di via san Faustino a Brescia, già tempio di Venere, il mio punto di vista? ovviamente pagano. Chiedo dieci euro perché è giusto che la cultura abbia un valore.
Annamaria Beretta
P.S.: questa settimana l’aperitivo salta.
