Il duomo vecchio di Brixia, chiesa o terme?

Il duomo vecchio di Brixia, chiesa o terme?

L’immagine ci mostra l’interno di una chiesa dove si riuniscono i fedeli per le funzioni religiose ma qualcosa non torna, come lo spazio tondo, la notevole distanza che separa l’assemblea dei fedeli dall’abside e molti altri particolari che ad una osservazione attenta non possono sfuggire. Ci sono tracce di raffinati mosaici dell’epoca imperiale a soli trenta centimetri dal pavimento attuale, c’è la presenza  del riscaldamento ad ipocausto, tipico delle terme così come la struttura tonda che mantiene il calore.

Cosa è successo? Andiamo per ordine ripercorrendo quei tempi tragici che hanno portato ad un vero ribaltamento della nostra società antica. Torno all’imperatore Teodosio e ai suoi famigerati editti. Nel trecentottanta proclama il cristianesimo unica religione di stato e dichiara tutti gli altri culti fuorilegge, con conseguenze gravi e mortali per chi volesse continuare a praticare il culto delle divinità. Nel trecentottantadue si sanciva la conservazione degli edifici e oggetti pagani che avessero valore artistico, in altre parole si decise che i templi più belli, e non solo i templi,   anziché venire distrutti,  come stava accadendo con grande violenza ovunque, fossero riutilizzati dai cristiani. Nel seicento Papa Gregorio Magno dichiara che non vale la pena distruggere bisogna riutilizzare. La falsa donazione di Costantino ha chiuso il cerchio, un immenso patrimonio pubblico attraverso un atto universalmente riconosciuto come fraudolento passa di proprietà: dallo Stato alla Chiesa.    

Don Fappani il prete storico bresciano, recentemente scomparso,  scrive che sia il duomo nuovo che quello vecchio sorgono su un’area termale. Io, che non ho titoli accademici ma ho il piacere dello studio accanito e raffinato,  nonché  il dono dell’osservazione,  sostengo che l’edificio termale è ancora intatto, costruito secondo i criteri di Vitruvio, solenne e robusto,  tanto da sfidare i secoli e le tante menzogne.

I muri sono quelli tipici romani ovvero: opus quadratum e opus latericium, la grande natazio, ovvero la piscina tonda occupa tutto lo spazio dell’assemblea, nell’abside probabilmente stava la piscina fredda e sotto, nella cripta, quella calda, ancora si vede il pavimento di pietra inclinato  da dove entrava l’acqua. L’edificio sorge su un piano molto più basso rispetto al livello stradale, come se fosse interrato all’origine e questo per i geniali costruttori romani doveva garantire  un maggiore calore all’interno. Tranne le statue e i dipinti che decoravano tutte le pareti, per il resto non manca nulla, le terme sono ancora intatte come nel giorno antecedente a quel sciagurato editto che  ne decretava la chiusura insieme a palestre, anfiteatri, teatri, thermopolium (i fast food del tempo antico). Non vi ricorda qualcosa?

Annamaria Beretta

P.S. : per chi vuole ho organizzato ogni giovedì alle ore 18 presso il bar Retro di via Guadagnini (zona Esselunga di via Milano) un aperitivo, dal costo di quattro euro, per incontrarci.