
Martiri e patroni. Persecutori e perseguitati. Che storia è?
L’anno deve essere il 130, ma con esattezza non si sa. La versione narrata è la seguente.
Certe storie dovrebbero essere ignorate, per rispetto dell’intelligenza, purtroppo sono alla base e hanno dato l’avvio alla nuova religione. Che tristezza.
I due “perseguitati”, uno diacono e l’altro presbitero, sono diventati i patroni della città e di Adriano si sono perse le tracce. Così sembra.
Di formazione intellettuale romana, Adriano è un uomo raffinato attratto dalle lettere greche. È anche soprannominato græculus (il piccolo greco). Innamorato del mondo ellenico, cerca di ripristinare la religione greca limitando i culti orientali. Adriano ricevette l'iniziazione ai misteri di Eleusi nel 124. Offrì ad Atene una vera rinascita grazie a un prestigioso programma di costruzione come il completamento dell’Olympieion, la costruzione di una "città di Adriano" che un arco separa dalla "città di Teseo”con nuovi edifici, i portici dell'Agorà romana, la biblioteca. Crea il Panhéllenion, una lega che riunisce le città dell'antica Grecia e che ha sede ad Atene.
In Egitto, l'imperatore cerca di far rivivere l'eredità ellenistica più delle proprie tradizioni egiziane. Adora ufficialmente la statua canora di Memnon, che si trova ancora sulla riva sinistra del Nilo ma ne fa una manifestazione della cultura greca e della sovranità romana. Questa statua reca poesie che celebrano l'imperatore e l'imperatrice Sabina. Adriano costruì una nuova città, Antinoopolis (Antinoé), fondata sulle rive del Nilo dove annegò Antinoo, e le diede una costituzione a imitazione di quella di Naucratis . Frequenta la Biblioteca di Alessandria, restaura le collezioni e visita il museo.
I suoi viaggi gli permettono di osservare un'ampia varietà di forme architettoniche, soprattutto in Oriente, da cui trae ispirazione per i suoi progetti. Ha lanciato grandi opere, in collaborazione con l’ architetto Apollodoro di Damasco. Tra le sue realizzazioni, citiamo nella stessa Roma, il tempio di Venere e Roma, iniziato nel 121, secondo un modello ellenistico, il Pantheon nel 125 e il mausoleo, oggi Castel S.Angelo, su modello e in diretta comunicazione con quello di Ottaviano Augusto, oltre alla villa che porta il suo nome a Tivoli.
E a Brixia? Il suo passaggio è documentato ma la storia ignora ogni traccia, come farebbero altrimenti i due santi protettori a sopravvivere? E’ alquanto strano che un imperatore che ha costruito edifici in tutto il Mediterraneo non lasci nulla di sé a Brixia, importante città, già capitale dei galli cenomani e colonia romana. E’ davvero andata così? A me non risulta. A Brixia di Adriano c’è molto. Per cominciare due bei visi di Dioniso/Bacco, in marmo, che tanto ricordano Antinoo nei lineamenti, decorano l’ingresso di un luogo centrale e qualcosa di molto simile alla porta di Adriano ad Atene sovrasta con eleganza un portico.
A volte è sufficiente guardare con attenzione, la mente sgombra da dogmi, seguendo l’intuito che è l’intelligenza legata alle emozioni e alla Natura, insieme, ovviamente a tanta silenziosa riflessione e allo studio.
Annamaria Beretta
