
La musica era diffusa e molto conosciuta nell’impero romano, i bambini, a scuola fino a dodici anni, ne imparavano i primi rudimenti, gli adulti seguivano lezioni per l’uso degli strumenti, alcuni di questi molto antichi, di origine egizia come i sistri o greca come le tibiae. Il maestro di canto insegnava con rigore il gregoriano che ai tempi si chiamava romano.
Non esiste una tradizione musicale scritta ma solo orale. Ci sono molti strumenti a documentazione di quanto la musica fosse parte importante della vita quotidiana, alcuni di essi straordinari ed irripetibili, come i corni dalle dimensioni gigantesche con più di tre metri di diametro. Molti sono raffigurati negli affreschi ma tanti sono stati trovati negli scavi archeologici di Pompei.
La vita di questo piccolo centro era scandita dai suoni musicali, dalle campanelle degli animali, al tocco dei gong all’ingresso delle terme, ai corni che risuonavano nell’anfiteatro, spesso suonati dagli stessi gladiatori, ai cimbali che segnavano il tempo delle manifestazioni teatrali, ai tanti flauti che accompagnavano cortei di varia natura. Sui muri appaiono i nomi dei musicisti e persino una scansione musicale: rii to ta to to ta to.
Nel tempio di Iside è stata ritrovata dagli archeologi la collezione più completa di strumenti musicali: sistri, cimbali, gong, tibiae, cetre, flauti, corni e trombe, così come nel vicino teatro, tanto da far supporre che il corteo delle sacerdotesse e dei sacerdoti di Iside in abito bianco percorreva la strada tra il tempio e il piccolo teatro Odeion, al suono degli strumenti accompagnandosi con i canti e le danze.
Mozart, che visitò Pompei nel 1770 con il padre Leopold, rimase così colpito dalla bellezza del tempio isiaco, che per la prima della sua opera il “Flauto Magico” a Vienna volle una scenografia totalmente ispirata al tempio di Iside. Fu un grande successo.
Blu, era il colore dominante nel tempio di Iside, dovuto all’uso dei lapislazzuli e non è un caso che la divinità femminile della nuova religione abbia il manto ceruleo. Tutto riporta ad Iside, dall’iconografia alle invocazioni che a distanza di duemila anni risuonano identiche.
Madre di dio
Colei che tutto cura
Colei che tutto riceve
Immortale
Regina del cielo
Colei che tutto vede
Madre divina
Sorgente del tempo
Annamaria Beretta
P.S.: Buon Ferragosto, nel suo significato di feriae Augusti, festività istituita da Augusto, l’imperatore romano. Questa è la nostra storia. Il resto è dovuto a un’imposizione straniera e violenta. Buona lettura dei miei libri. Rosso ciliegio, UZURI e Immanuel.
