
Scacciato per sempre dalla bella e generosa città di Efeso, in Asia Minore, Paolo di Tarso non si perde d’animo, eccolo ad Atene sull’Areopago. Qui i filosofi non scherzano, con la parola ci sanno fare da secoli e democratici come sono, non negano l’ascolto a nessuno. Non si sa mai che qualcuno possa portare qualcosa di nuovo, che possa aggiungersi a tutte le loro compiute e sane riflessioni sul genere umano.
…alcuni dicevano: «Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?». E altri: «Sembra essere un annnunziatore di divinità straniere»; poiché annunziava Gesù e la risurrezione. 19Presolo con sé, lo condussero sull’Areòpago e dissero: «Possiamo dunque sapere qual è questa nuova dottrina predicata da te? 20Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta». 21Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare.
Lo ascoltarono per un pezzo ma quando lui parlò di resurrezione di morti, uno ad uno se ne andarono dicendogli: “ Guarda lascia stare. “
Eh sì, che lo stesso Gesù, l’aveva messo in guardia, colpendolo con un raggio accecante lungo la via Colonnata a Damasco: “Piantala, Paolo, di parlare a mio nome, non puoi continuare ad inventarti tutto, a ripetere cose che io, neppure ho pensato. Io amo il genere umano comprese le donne, Paolo, tu no. Tu hai dei problemi e quella spina nella carne, o la togli o la curi. “
Purtroppo Paolo, guarito dalla momentanea cecità, continuò imperterrito a spargere sofferenza e dolore, sottolineando che la colpa del peccato nel mondo, che nessuno prima di lui aveva mai menzionato, era da attribuire a Eva, era lei, capostipite di tutte le donne, la figura maligna che aveva tentato gli uomini.
Molto presto l’impegno etico, civile e morale di ogni cittadino dell’impero romano fu sostituito abilmente dalla paura dell’aldilà. Una solerte classe sacerdotale si offriva per smacchiare ogni colpa, arricchendosi a dismisura, senza avere un benché minimo progetto per l’al di qua.
Il grande impero di Roma crolla sotto i colpi della nuova religione.
Annamaria Beretta
P.S. : Racconto nel mio nuovo romanzo il primo secolo di storia antica. Come ha fatto una religione ad arrivare fino a Roma?
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