
Figlio di Terah, alto sacerdote del terribile dio Enlil che stava a Nippur, inizia il suo viaggio da Ur, antica città della Mesopotamia. Il suo nome è Abramo patriarca indiscusso e capostipite delle tre religioni monoteiste, le più conflittuali del Pianeta che ancora a distanza di secoli si contendono con il potere delle armi la veridicità della loro storia religiosa insieme ai pezzi di terra.
A Hebron la città di sepoltura del patriarca si vive ancora oggi tra fili spinati e muri divisori, tra mitra spianati e cumuli di pietre pronte per essere scagliate, in una spirale di odio senza fine come a Gerusalemme.
Bibbia e Corano sono libri che parlano di guerra, ogni pagina è intrisa di violenza e bagnata nel sangue, è difficile se non impossibile pensare ad un dio buono e misericordioso leggendo i libri ispirati da lui, nonostante ci venga detto in continuazione che tutto va interpretato. E’ scritto così ma vuole dire …
No! Siamo tutti in grado di capire il senso delle parole e la lettura della Bibbia è un bell’esercizio per comprendere la natura poco divina del personaggio Yahweh, uomo militare, come da sua definizione, spietato, efferato, violento e crudele come risulta dai fatti narrati.
A Abramo chiede il sacrificio del suo unico legittimo figlio Isacco e non è l’unico caso narrato nella Bibbia. Iefte pronunciò a dio questo voto: «Se darai nelle mie mani i figli d'Ammon, quando io ritornerò vincitore, chiunque per primo uscirà da casa mia per venirmi incontro, sarà del Signore e lo offrirò in olocausto»[3][4](Giudici 11,30-31) . Così Iefte uccise sua figlia, uscita da casa danzante al suono festoso di un tamburello.
L’azione del padre che sacrifica i figli è il principio che rende accettabile ogni guerra.
“Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. Verrà un giorno, Sagredo, che l’uomo si risveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo…”Giordano Bruno.
Buona Pasqua.
Annamaria Beretta
Grazie a chi è venuto a trovarmi a Giappone nel chiostro, a chi ha apprezzato i miei acquarelli, i quaderni e a chi ha ascoltato l’affascinante storia di Masaru Emoto, lo scienziato dell’acqua.
Ci si vede a maggio a Franciacorta in fiore.
