Otto Marzo.

Otto Marzo.

Buon otto marzo,  si dice alle donne di oggi,  impegnate  nei loro quotidiani  super obiettivi: lo studio, il lavoro, il compagno di vita, i figli,  i tempi da conciliare. Buon otto marzo si dice alle  donne diventate autonome ed indipendenti convinte di aver lasciato per sempre  il medioevo alle spalle,  incapaci di credere che nascere femmina possa trasformarsi ancora oggi  in un rischio letale. E invece è così, si perde la vita  all’inizio del terzo millennio senza altra causa che l’essere Donna.

Donne uccise e bambini abusati  sono le storie che riempiono pagine tristi del tempo, ieri come oggi, doppia immagine dello stesso copione e il rumore di sottofondo è quello sordo della violenza.  No, non ci siamo, c’è qualcosa di profondamente sbagliato se le parole più in voga sono: dominio, sottomissione, paura, potere,  guerra. Serve una ventata di aria fresca per rimuovere posizioni incancrenite nei secoli, nate e insediate  al riparo da sguardi femminili in un mondo oscuro che nega la bellezza della vita.

La Dea Madre scacciata, i conti si fanno con un Dio maschio molto adirato che ha fatto ciò che sappiamo.

Per questo ho scritto UZURI. Ci dev’essere una via d’uscita, che è strada d’amore e di rispetto non di vittime sacrificali.

Annamaria Beretta

P.S.: lunedì 7 marzo alle ore 20.30 racconto UZURI nella biblioteca di Nuvolera. 

Ho aperto un negozio online dove si possono acquistare i miei acquarelli e i miei libri. Rosso ciliegio e UZURI.

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