Buon Natale. UZURI e... Rosantico.

Ogni anno si celebra la Natività con parole,  gesti  e riti esclusivamente  maschili ma l’evento appartiene intimamente  alle donne e Dio nella Sua infinita perfezione e saggezza non avrebbe mai potuto affidare agli uomini il racconto.  Nessun uomo è in grado di riferire l’emozione e la poesia di una nascita, può cogliere aspetti ma non sa nulla di ciò che accade quando una vita ne contiene un’altra.   

… Un dialogo muto fatto di segni, di tocchi leggeri, di piedini che si muovono dentro la pancia, di giravolte a volte un po’ brusche, tanto che si vedono persino da fuori. Si sa quando dorme e pure quando si sveglia, non si conosce ancora il colore degli occhi, a chi assomiglia; ma sarà quel che sarà! Un maschio? Una femmina? Nonostante il dialogo stretto, quotidiano su tanti aspetti della vita in simbiosi, ancora non c’è un alfabeto, una lettera, una vocale, un segno,  che possa comunicare il sesso di appartenenza. Forse perché non è davvero così importante.  Per la mamma è sempre uguale, lei ha solo progetti di amore incondizionato e che sia un maschio o una femmina è amore comunque, allo stesso identico modo… (UZURI capitolo 3)

Ho scritto UZURI  per riannodare i fili della storia là dove si sono interrotti, racconto le donne, nella Palestina di duemila anni fa… e ringrazio per tutti i commenti positivi che ricevo da chi ha già letto. Dolce, intrigante e … storico.

Sarò in negozio ancora per pochi giorni,  anche al mattino di Natale, con i miei piccoli giardini, un grazioso pensiero verde, da regalare a chi ama la Natura.

Con il cuore faccio gli auguri di Buon Natale a tutti.   A presto!

Annamaria Beretta