
“… Ben arrivata Uzuri. Sei bellissima, ora ti racconto una storia, devi conoscerla subito, sono parole che anch’io ho ricevuto al momento della nascita dalla mia mamma e lei dalla sua. Questo nome è antico, significa bellezza, aspettavo solo te, una bambina, per poterglielo dare. Uzuri senti che bel suono, ricorda il vento che dal deserto soffia e muove la sabbia in tanti mulinelli e arriva fin dentro le altissime mura di una città unica, la più bella che mai sia esistita. Si entrava passando per la porta blu, il colore specchio del cielo, dedicata alla dea Ishtar. Una città profumata dai fiori che crescevano fino sui tetti dei tanti palazzi, dove arrivava, portata da immense ruote girevoli, l’acqua dei due fiumi: il Tigre e l’Eufrate. Babilonia è il suo nome, non dimenticarlo mai, sentirai dire che è una prostituta, non preoccuparti, Uzuri, un giorno qualcuno chiamerà anche te con questo nome. Prima o poi ci sarà qualcuno che, per schiacciarti, annientarti, soffocarti, sminuire la tua femminilità, userà questa parola. PROSTITUTA. Hai capito Uzuri?...”
Eccolo il titolo del mio nuovo libro: UZURI, un arcaico nome femminile, il cui significato è bellezza, dono che tutte le donne, con la loro presenza, nessuna esclusa, fanno al mondo.
Racconto la Palestina di duemila anni fa e già questo incute un certo timore, che altro si può aggiungere ad una narrazione che è diventata principio assoluto per tante persone? Ma io parlo di donne e la storia fino a prova contraria è scritta dagli uomini, non importa se letterati e più o meno ricchi di fantasia, il loro racconto mancherà sempre di qualche parola che è quel sentire femminile potente, che si esprime nella procreazione di un figlio e nella compassione naturale di fronte alla morte.
In mezzo la vita con la seduzione, l’amore, il tradimento, l’abbandono, sentimenti vissuti nell’animo femminile con la stessa forza con cui gli uragani colpiscono la superficie terrestre. Da sempre la donna è legata ai ritmi della natura, le mestruazioni ne rappresentano il ciclo evidente.
Duemila anni fa le donne non avevano in apparenza alcuna scelta, il loro valore era persino inferiore ad una capra, sottomesse ma non deboli e fragili, nonostante tutto hanno continuato un progetto di vita mentre gli uomini affidavano ad un Dio molto adirato tutte le loro ambizioni e paure. Le donne sono più forti non c’è ombra di dubbio, hanno lasciato il potere in mano agli uomini che ne hanno abusato fino a farne un gioco violento. Ieri come oggi.
E’ cambiato qualcosa? No! I maschi celibi chiusi in fruscianti abiti femminili, oh femminili? Un uomo dovrebbe indossare pantaloni non gonne o no? una contraddizione in essere o un desiderio nascosto? … si riuniscono e dettano le loro rigide regole sulla morale sessuale che puntualmente le donne infrangono… ma loro ancora non se ne sono accorti. Qualcuno vuole avvisarli?
Il mio libro? Uscirà presto. UZURI.
Annamaria.
P.S.: domenica 25 ottobre alle ore 16 “ la creazione del mondo secondo gli antichi sumeri.” 10 euro.
