

“ Nei tuoi acquarelli batte il cuore oppure c’è la vita dentro” sono espressioni lontane dal nostro modello di pensiero, che vedo scritte ogni giorno a commento dei miei dipinti e rivelano una indole introspettiva totalmente diversa dalla nostra. Nella pittura orientale tutto è essenziale, con poche pennellate si costruisce un paesaggio, con pochi tratti si dà vita ad un fiore, perché più importante di ciò che si vede è l’emozione che ne deriva. Una geisha è raccontata nei capelli raccolti a foglia di ginkgo che lasciano scoperti la sensualità della nuca o in una postura di danza.
Tutto parla di calma, riflessione, rispetto, si racconta l’acqua che scorre nei giardini silenziosi dove ogni sasso non è messo per caso ma corrisponde ad un ritmo, forse al respiro vitale che in occidente abbiamo ormai dimenticato. Case segrete e pavimenti di legno e piccoli passi discreti e ciotole di riso e tante verdure su tavole basse preparate con molta cura.
Una scrittura fatta di ideogrammi che concentra nei segni, per noi incomprensibili, dei concetti più estesi di una parola. Yoroconde mi scrive Ayako Aikawa Maestra giapponese di origami che significa molto volentieri e la sua presenza al prossimo corso assumerà il significato di un viaggio, si incontra un’altra cultura, lontana, importante, significativa senza fare un passo da casa, con un costo di soli ottanta euro per quattro notevoli, autentiche, vere lezioni.
Si piega la carta, si ottiene un fiore, un uccello, qualcosa che vive, secondo una scuola che applica principi antichissimi che richiede solo un po’ di attenzione e un ritmo pacato di azione. Un foglio di carta, piega, respira, di nuovo piega, concentrati bene e ancora altre pieghe fino alla stupenda creazione finale.
E’ un corso di primo livello ma molto importante.
Direi che si può iniziare già da giovedì 25 settembre, chiedo un cenno di conferma.
E tutto questo mi ricorda Misiko Kurosawa, figura di spicco del mio libro “Rosso ciliegio”, non so come ho fatto, conoscendo poco o nulla a raccontare con dovizia di particolari, la sua vita, la sua casa a Kyoto e la cerimonia del tè.
E ora un nuovo libro, terminato da poco e già alla ricerca di un editore. Il titolo? sì ce l’ho. Racconto la Palestina di duemila anni fa, concedendomi la più grande libertà creativa, ho inventato? Non sono poi così tanto sicura e a me che l’ho scritta questa storia pare proprio essere vera. Dal Mare Nostrum ho viaggiato fino all’oceano Atlantico dove si affaccia la Terra di Eriu, l’antica Irlanda residenza degli uomini sacri e poi? Raggiungo la penisola arabica percorrendo con Kaleb la via dell’incenso. Sosto ad Alessandria d’Egitto, dentro la più grande biblioteca del tempo antico, osservo uno scriba nel suo lavoro e passando per l’India arrivo in un monastero buddista nel Laddak, dove passa la via della seta. Solo? No no molto di più.
Annamaria
P.S.: per un prossimo cambio di rotta molti oggetti sono a un prezzo ribassato in negozio.
Sabato 5 settembre alle ore 17 incontro sulla creazione del mondo secondo i sumeri. Costo 10 euro.

