
Papier peint, carta dipinta. I miei acquarelli.
Immagini di una Cina imperiale escono dal “ libro delle meraviglie” di Marco Polo, lui racconta gli interni sontuosi che a quel tempo a Venezia neppure si potevano immaginare, descrive un mondo dorato dai palazzi immensi e incredibili, abitati da sovrani allevati nella bellezza. Cerimonie scandite dal suono del gong nella ritualità di gesti ripetuti con grande armonia e lentezza, stanze allietate da fiori nei vasi in porcellana dipinta colmi di terra o recisi nei contenitori trasparenti di vetro soffiato, un’idea di decoro sconosciuta ai veneziani del tempo, abituati a guardare alle piante solo come fonte di cibo o cura per le malattie.
E’ Marco Polo che parla per la prima volta dei papier peint, letteralmente carta dipinta ma tradotto così è un po’ riduttivo e non esprime tutto il valore che gli artisti cinesi del tredicesimo secolo hanno dato alle loro opere. Rivestivano le pareti e raccontavano la Natura che per l’oriente è sempre stata fonte di ispirazione, basta un tratto per esprimere una foglia che si muove nel vento o una corolla che si nutre di pioggia. La pittura orientale è lontana dalla nostra esuberanza e dalla nostra risoluzione di tutto, là è un’idea delicata, qui tutto si rivela. Nello stesso spazio di un dipinto fiammingo seicentesco conteso da una moltitudine esagerata di varietà floreali, insetti o farfalle, l’artista orientale sottolinea l’essenza, tracciando un ramo, una foglia, un uccellino e lasciando spazi vuoti che sono necessari alla riflessione. Nessuno deve dare risposte preconfezionate ognuno trova la sua. E’ un altro punto di vista che ha origine nella Natura, nulla è statico, nulla è per sempre, tutto è in divenire secondo un progetto aperto di vita.
E nelle stanze di oggi si può ricreare quella bellezza d’oriente necessaria a riprendere il fiato, nel delirio che ci sta attorno di immagini, azioni e parole, i miei acquarelli sono un respiro e possono riempire degli spazi con armonia, scegliendo soggetti o colori con grande gusto, così come succedeva ai tempi di Marco Polo. La bellezza è senza tempo. Sempre.
Annamaria
P.S.: ho iniziato a ripulire il mio sito eliminando degli indirizzi di posta elettronica. Non ho alcuna intenzione di regalare le mie parole a tutti.

