Povertà e privilegi.

-          Oh cari dovete venire tra due settimane per parlare, ora vado in vacanza. -  Non so se è andata così, sto immaginando una ipotetica scena ricostruendo i pezzi di una triste realtà. Una coppia, marito e moglie  disperati,   si rivolgono ad una delle tante associazioni umanitarie  che pullulano nel nostro mondo quasi tutte pesantemente indagate per frodi, sicuramente in  questo precario colloquio ricevono qualche bene di prima necessità, ma per  chi chiede un lavoro dignitoso è ben poca cosa e un pacco di pasta insieme ad una scatola di pelati conditi dall’indifferenza rendono più tragica  e umiliante la situazione.

E i due “cari”,  parola che ho immaginato ma potrei metterne altre simili,  lungi dall’esprimere affetto o comprensione dicono molto della  volgarità di chi le impiega, e dell’onnipotenza di chi ha il compito di distribuire briciole non sue,  se ne tornano a casa, il resto è cronaca e per chi ha un nonnulla di coscienza è  groppo in gola e occhi pieni di lacrime. Lui è senza vita, lei è in fin di vita.

Indifferenza? Superficialità?  Incapacità di vedere i codici umani o  grave cinismo tanto che il primo pensiero che scatta di fronte alla disperazione degli altri è - fortuna che io non sono al loro posto.- Non c’è compassione in questi gesti caritatevoli di superficie che mettono a tacere  la brutta coscienza, c’è commiserazione che è un’altra cosa e significa guardare dall’alto in basso con l’unica preoccupazione che ognuno rimanga al suo posto e  quel gradino inferiore non venga lasciato, perché è nella differenza di status economico che la persona mediocre esiste  e  se mancano i poveri come si fa? Come ci si può sentire ricchi se manca la povertà a definire la misura della ricchezza? Ovviamente si parla esclusivamente  di ricchezza economica.

Guardare in faccia la povertà significa porsi delle domande, c’è qualcosa di storto nel divario tra ricchi e poveri, che oggi è molto alto, ed è indotto, la minaccia della povertà  serve a tenere le persone perennemente in scacco ed obbedienti. Chi esalta la povertà come valore in realtà sta difendendo i propri esclusivi, fantastici,  insostenibili privilegi.

C’è bisogno di ricchezza per tutti perché la povertà è una sconfitta e uno spreco di risorse umane e non solo.  Bisogna rimuovere ogni ostacolo che impedisce ai poveri di continuare ad esserlo. Chi opta per la carità ha il suo tornaconto.

Annamaria

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