"Rosso ciliegio". Il suo primo compleanno in una residenza del FAI.

Una dimora antica tra il verde delle colline dove si producono vini pregiati, in una zona al di là del grande fiume che segnava  i confini di un territorio diviso e conteso dai signori del tempo, mi aspetta domenica sette giugno per la presentazione di “Rosso ciliegio” . Compie un anno il mio libro, giusto nel mese di giugno  ed è la prima uscita da Brescia, dopo decine di presentazioni in città. Che dire? Un buon anniversario da festeggiare   in luoghi che porto nel  cuore, che annunciano  i primi Appennini dove la Lombardia si riversa in Emilia e lambisce la Liguria.

Una villa settecentesca, una  delle tante che i nobili di un tempo si facevano fare in campagna e che spesso ho ritrovato come sfondo suggestivo, accogliente e ideale alle tante mostre antiquarie a cui ho partecipato. I viali, i giardini, le statue, a volte i labirinti, le stanze affrescate, gli scaloni monumentali, le carrozze parcheggiate negli androni d’accesso, tutto racconta della vita passata ma  il segreto della bellezza è intimo ed ognuno ascolta la voce delle pietre come vuole.

Mi aspetta Tiziana Vommaro, gentile responsabile del FAI, giornalista e critica d’arte,   per un té da condividere insieme alle parole del libro e a Paola, che porterà le sue equilibrate movenze yoga.   C’è molto d’Oriente in una tazza di té e nel lento movimento del corpo ma tutto si riallaccia a “Rosso ciliegio”: sentire, intuire, apprendere, riconoscere,  avvertire, comprendere, respirare. Sulle rive del lago di Hoan Kiem ad Hanoi, in una mattina all’alba, davanti al tempio di Ngoc Son,  in una dissolvenza  del tempo padre e figlio imparano e ascoltano il ritmo della Natura.  

Domenica sette giugno alle ore 16 presso la Fondazione Branca, in uso al FAI,  in via Castel del Lupo 5  a Mairano di Casteggio in provincia di Pavia:  Té con l’autore. L’ingresso è libero.

Chi vuole venire?

Annamaria

P.S.: il maestro Yoshinori Ikehara acquarellista giapponese mi scrive: “l’espressione del tuo gatto ha forza…” Grazie. Sì,  grazie, in Oriente è una parola da mai dimenticare. Grazie per ogni cosa, grazie per un augurio, grazie per un pensiero, grazie per un commento… grazie. Qui? Sembra non esistere.