Il suono dei Koshi e... le donne velate.

 -            Le ho fatte uscire… No chi parla non è il guardiano del pollaio, neppure un jihadista siriano,   è un cardinale in persona, vero,  dentro una basilica gremita, alla presenza di un Papa, tutti in attesa del miracolo di San Gennaro e loro, le suore di clausura,  fuoriuscite per concessione speciale,  circondano improvvisamente il Papa, che appare smarrito ed incredulo. Loro sono vestite di nero dalla testa ai piedi come le donne velate dell’Isis, potenza dei simboli al di là di mille parole e giustificazioni,  il loro aspetto in comune con le altre, parla di una femminilità negata, di un io sottomesso alla volontà maschile, che da sempre prevarica.  Dio vuole questo? No, non credo proprio. Non sarebbe Dio.

-          Fortuna che sono di clausura chissà le altre cosa avrebbero fatto… è ancora il cardinale che parla in un linguaggio non proprio aulico più degno di un’osteria che di una antica cattedrale, tra l’ilarità dei presenti. La frase è carica di ambiguità ed ha la forza del patriarcato, le donne sono da sempre zitte, obbedienti e anche qui si ride di loro… che c’è di strano? da sempre si agisce in questo modo.

Si chiama patriarcato questo modello che ha imperversato nei secoli e che è fatto proprio dalle religioni monoteiste. Le donne nella società hanno un ruolo riconosciuto, c’è un principio di eguaglianza nella nostra costituzione, sono persone, stabiliscono delle relazioni alla pari, con i loro compagni, colleghi, con tutti,  crescono i figli su presupposti di rispetto, pensano, parlano, lavorano,  poi ci si trova dentro una chiesa e questo status così difficilmente raggiunto naufraga in un attimo e tutto deve ricominciare da capo. Stride questo impatto tra due modelli, l’uno arcaico immobile, l’altro in evoluzione e nello scontro di due interpretazioni del ruolo della donna,   sottomessa o libera, scaturisce la scintilla della violenza. E’ in nome del patriarcato che gli uomini uccidono le donne ed ogni luogo che lo celebra andrebbe perlomeno rivisitato e corretto. Atteggiamenti maschilisti e parole misogine sono dannosi. Muore una donna per mano di un uomo ogni meno di due giorni nel nostro  civile e cattolico Paese  ed è molto grave.  Nessuno può permettersi di ignorare, sottovalutare o far finta di niente.

 

Finalmente Christof si è ricordato di portarmi i Koshi, ne avevamo parlato mesi fa e poi tutto come sempre svanisce nel tempo oppure c’è un tempo per ogni cosa, così che tutto succede quando è giusto che sia.  I koshi sono piccoli strumenti musicali creati ai piedi dei Pirenei, le loro otto corde saldate ad una rondella d’argento emanano un dolce  suono circolare nelle variazioni dei quattro elementi, l’acqua, l’aria il fuoco e la terra. Vibrazioni delicate che raggiungono il cuore.

 

E i miei bloc notes viaggiano e ringrazio tutti coloro che hanno capito l’obiettivo, far conoscere il negozio e promuovere i miei acquarelli.

 

Auguro a tutti una Buona Pasqua.

Annamaria