Aspettando San Valentino.

E il mio negozio è sempre pieno di cuori di ogni forma e colore, cuori di stoffa, cuori chiama angeli, cuori di latta, cuori di carta da appendere ad una finestra e da profumare con l’olio essenziale,   io consiglio sempre quello di lavanda, dall’origine certificata e  per tutte le proprietà terapeutiche di cui spesso racconto.

Oltre ai tanti cuori ci sono i miei acquarelli, i gatti, i paesaggi  e gli uccellini.  Una coppia di pettirossi si guarda negli occhi su un ramo innevato pieno di muschio, quanto mi piace dipingere le piccole creature del cielo, cogliendo un fremito d’ali insieme ad uno sguardo che non è mai disattento, i loro occhietti vivaci disposti ai lati del capo sembrano percepire tutte le frequenze dell’etere.

E ancora coppie di papere, di coniglietti e di elefanti sembrano dire a chi varca la soglia che in due è meglio che uno, purtroppo in pochi conoscono il linguaggio sottile  del gioco, i più oggi corrono svelti nella loro tristezza distratta, poveri bimbi mi trovo a pensare a contatto con questi umani così superficiali,  annoiati e infelici. Vorrei suonare loro una nota musicale per interrompere questo cortocircuito. Fermati, osserva, metto i fiori di fuori, sono così belli quando ancora devono sbocciare, un cartoccio di palma un poco di muschio, un filo di lana, no, il passo è veloce, lo sguardo è per terra assorti in chissà quali paturnie.

E i negozi diventano vuoti, perché non si sa cogliere la differenza, meglio stare intruppati, nello stesso identico modello di vita, nell’unico pensiero concesso, perché andare controcorrente come fanno i salmoni, quando risalgono le acque  dei fiumi,  non è cosa da tutti, ci vuole forza, coraggio, determinazione e consapevolezza delle proprie ragioni.

E così difendo i negozi e il commercio da chi, come sempre utilizzando i soldi di tutti, (titolo del blog del mio  amico Cesare Giovanardi attento a fare segnalazioni di ogni spreco, ruberia, ingiustizia della pubblica amministrazione), calpestando principi costituzionali ne fa un uso improprio. Siamo in Italia, il Paese più corrotto d’Europa, dove essere amico di qualcuno che conta  diventa una qualifica e aggirare gli ostacoli un metodo. Lascia perdere mi dicono ti fai solo nemici, perché? E’ una battaglia di idee non di persone. Mi spaventa questa incapacità di dialogare tra diverse posizioni,  un’intolleranza frutto dell’esercizio della dottrina, che partendo dai dogmi impedisce al pensiero di declinarsi in varie sfaccettature. L’accusa di eresia ha seminato il terrore nei secoli, ingabbiando la libertà di pensiero di ognuno. E i roghi si sono susseguiti a ritmi furiosi fino a… duecentocinquanta anni fa. Storia da ricordare di fronte alle immagini sciagurate di oggi dove la contrapposizione amico/nemico è l’unica strada possibile. Chissà quando gli esseri umani impareranno dalla Natura, unica vera maestra di vita, che della differenza si nutre e in essa si afferma.  

E tra poco, il 17 febbraio,  ricorre l’anniversario del rogo in Campo dei Fiori a Roma  di Giordano Bruno,  quel grande filosofo cinquecentesco,  il cui pensiero è ancora straordinariamente vivo e attuale:

“Torno a scongiurarvi tutti in generale… che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge. Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.”

Buon S. Valentino.

Annamaria