E’ un foglio di bella carta scurito e lacerato dal tempo quello che mi è capitato per le mani frugando tra le mie incisioni.
Racconta il mito di una battaglia cruenta che si svolge a ridosso di un ponte di pietra, in poco spazio si concentra la lotta di uomini a piedi o a cavallo armati di lance. Non colpisce la violenza, osservando la scena, ma la pienezza e la floridezza dei corpi, alla maniera di Rubens, più che i fendenti si percepisce il fastidio della nudità perché le forme narrate sulla carta sono femminili.
In fondo al foglio anch’esso ferito dal tempo si legge: “la battaglia delle amazzoni ”e a sinistra scritto in piccolo il nome dell’autore del famoso dipinto da cui è tratta l’incisione, il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, un olio su tavola realizzato intorno al 1615 conservato ora a Monaco di Baviera.
L’incisione, chiamata anche acquaforte, si ottiene con un metodo antico inventato dagli orafi, si incide con infinita pazienza utilizzando uno strumento chiamato bulino una lastra e la si colma poi di inchiostro e successivamente si stampa su carta la matrice incisa. C’è un limite di tiratura dovuto all’usura della lastra di metallo che non permette la stampa in eterno a differenza della litografia la cui stampa, fatta con un procedimento chimico, è illimitata.
L’acquaforte è tecnica antica nata per decorare le armi, fatta propria dagli artisti, soprattutto i pittori che si sono cimentati nel corso dei secoli con questa particolare attività. Celebri e costose sul mercato antiquario sono le incisioni di Dürer di inizio cinquecento. L’incisione ha iniziato a raccontare anche i quadri famosi, anni dopo che erano stati eseguiti, con lo stesso principio della fotografia, divulgare un’immagine. Nascono per lo scopo molte botteghe incisorie e le stampe, acquaforti a bulino, diventano loro stesse decorazioni al pari dei più blasonati dipinti dai quali copiano il tratto. Senza colore ma con grande intensità espressiva.
Annamaria
P.S.: continua la mia mostra di acquarelli in negozio: gatti, uccellini e Natura. Qualcosa per S. Valentino? In preparazione.
