Nascita. Principio femminile.

Ai bimbi piace il racconto della nascita,  soprattutto a quelli più piccoli dove il ricordo è ancora lì,  tutto integro. E poi ? ti continuano a chiedere, sì eri nella pancia, facevi le bolle con l’acqua come dentro una vasca da bagno, poi, quando non ci stavi più,  sei nato. Ma come? - loro ti chiedono -  Come?  uscendo da un tunnel, un po’ stretto e faticoso e in fondo si vede la luce.

A loro non importa la ricchezza o la povertà, ancora per fortuna non sanno cos’è,  desiderano che qualcuno ci sia ad attenderli, non fa differenza chi,  importante è ricevere amore. Questo è quello che chiedono i bimbi, tutto il resto è paturnia di adulti che vogliono sempre codificare, intervenire, disporre, ordinare, sopraffare. E chi ha la voce più alta è sempre colui che meno conosce le leggi dell’amore.

-          Stai zitto - verrebbe voglia di dirgli – anzi no, continua a parlare in modo che si capisca quanto tu sei lontano dalle norme del cuore. Quanto la tua voce maschile distante anni luce da concepimento, maternità, interruzione di gravidanza, inseminazione,  assuma i contorni di un ordine o di un disordine che è quello creato dal voler disporre, secondo un proprio modello,  di un’intimità al femminile,  negando  a lei pensiero e parola.  

I bimbi appartengono a tutti sono il nostro futuro, non importa se hanno una mamma o solo un papà, o una nonna o le zie,  perché anche questo normalmente  succede, o due mamme o altro ancora, importante per loro è che siano amati, è questa la vera esigenza, tutto il resto è ipocrisia.

E ai bambini si narra la vita perché è lei il vero  miracolo. Qualunque sia la sua origine.

Annamaria

 P.S.: domenica 14 dicembre il negozio è chiuso. Ultimi acquisti natalizi con tante novità.   E il pomeriggio di sabato 20 dicembre sarà dedicato, su suggerimento di Paola, agli auguri con la frequenza del cuore.