Fortuna vuole che lei sia nata e vissuta nel primo secolo del secondo millennio, fosse nata in un periodo più tardo, il suo nome sarebbe finito sul tavolo degli inquisitori, magari posto dagli stessi prelati di Magonza ai quali si opponeva con forza. La sua fama è legata alla conoscenza, dialogava costantemente con la Sophia. Unica, irripetibile, profetessa e musicista, filosofa e donna di medicina. Si occupa in particolare di fitoterapia, scrive di mestruazioni legate al ciclo della luna, di sessualità maschile e femminile, di maternità, di parto con un linguaggio sorprendente e innovativo. Alla lavanda dedica un intero capitolo di uno dei suoi tanti erbari e con parole femminili inusuali in una monaca del suo tempo scrive:” è un’erba profumata che procura piaceri impudichi”. Lei è schietta, saggia, senza paura capace di intrecciare sensualità e preghiera. Hildegarda di Bingen il suo nome consegnato alla storia, ancora oggi ricordata come donna speciale.
E poi c’è quell’Altra di mille anni più antica, a Lei non è andata allo stesso modo, il Suo nome è legato alla prostituzione, per poi dire: “ no scusate, ci siamo sbagliati” ma intanto il danno è stato fatto. George du Mesnil de La Tour al quale ho dedicato l’ultimo capitolo del mio libro “Rosso ciliegio” la ritrae bella, bellissima in uno stato di gravidanza avanzata, Lei orgogliosa del suo pancione lo mostra di sbieco in modo che noi ne possiamo ammirare il perfetto profilo, la Sua immagine davanti allo specchio emerge dalla luce di una candela, posta accanto ai tanti libri.
Sapiente anche Lei? Si certo, pare che Gesù l’avesse indicata come Colei che avrebbe dovuto occupare il Suo posto, altro che apostoli, maschi come vuole la tradizione, qui la storia è proprio negata e funzionale al sistema. Gesù e Maddalena la coppia sacra, un principio sano in una religione perfetta, dove uomini e donne camminano a fianco. Si è imposta una Madre, per carità tanto rispetto, silente e asessuata con un figlio maschio, storia che tanto piace ai mammoni che non vogliono crescere.
Di Lei ricordiamo il lavaggio dei piedi, penitenza? Direi proprio di no. I gesti sono eloquenti più delle parole e quell’olio di nardo ( antico nome della lavanda) a profusione, tanto da suscitare i rimproveri di Giuda, ma sarà vero?, è spalmato con cura e asciugato con i capelli. Un gesto femminile d’amore, ogni donna sa in cuor suo di cosa parlo.
E venerdì 7 novembre alle 18 “Parole tra i libri” nella libreria Tarantola, tema lavanda con i suoi intrecci storici, la sua funzione curativa, il suo profumo e colore.
E sabato 8 novembre alle ore 16.30 con Paola nello Spazio 12 in via Tosio a Brescia, Paola presenterà il suo corso di yoga, esercizi di respirazione e movimento su una sedia come inizio di un percorso e io? Finalmente ho capito cosa devo fare, perché ogni volta per me è un’avventura diversa, leggerò pezzi di cultura taoista e poi? Vedrò. Non preparo mai nulla, ci mancherebbe, alla fine parlo di ciò che ho scritto o forse solo accennato perché il mio pensiero ancora lo contiene.
Sabato 29 novembre alle ore 18 presentazione a Bookstop a Brescia, un bar pieno di libri in piazza Cesare Battisti.
Tra una cosa e l’altra continuo a stare in negozio.
Annamaria
