Con il suono del gong "Rosso ciliegio". Giovedì 23 ottobre ore 20.30. Palazzo Fenaroli. Via Pace 17 a Brescia

E questa volta, a raccontare il mio libro ”Rosso ciliegio”, inizierò  dal fondo, dall’immagine dipinta di Maria Maddalena, conservata al Louvre,  dal titolo che non le si addice “penitente… “ , perché il ritratto esprime la gioia di una giovane donna in attesa del suo bambino. Principi dogmatici e misoginia messi in fuga da colori e pennelli, in tempi in cui la morte per eresia era pronta a colpire. Potere dell’estro creativo, capace di buttare all’aria la sapienza dottrinaria di chi ha cercato in tutti i modi di  sottomettere, ferire, emarginare l’anima femminile.

E ancora questo impegno continua ma ora quasi non più recepito, messo in un angolo. C’è una violenza sottile  che si trasforma in qualcosa di oscuro nelle parole che vogliono essere neutre ma sono declinate al maschile, sterile alfabeto non più ascoltato, rigettato al mittente composto da  persone  lontane dalla realtà quotidiana e ostinate a stabilire i doveri, come, quando e perché, senza comprendere e vivere gli intricati percorsi di vita che affliggono gli esseri umani maschili e femminili.  

Religioni monoteiste che hanno fatto il loro tempo, creato territori di guerra, dove agisce un Dio bellicoso, e le donne? Fuori. Madri che generano  figli utili alle battaglie.

Ci dev’essere una chiave di volta, che ribadisca la presenza di Dio, che è bellezza infinita senza paura,  senza oscuri peccati, che non esistono, creati per soggiogare e vincolare l’essere umano.  C’è bisogno di spiritualità in questo mondo in subbuglio, dove tutto sembra essere giunto  alla fine, uomini e donne devono riprendere il dialogo, là dove le religioni l’hanno volutamente interrotto. Lei sottomessa, glorificata e zittita, incapace di colloquiare, elaborare, intrecciare pensieri, il suo corpo oggetto di analisi e di imposizioni e se dovesse parlare? Prostituta. Taci!

E’ dall’inizio dei tempi che la violenza continua, dalle prime parole che prendono forma, dalle preghiere rivolte a Yahwè, Dio impresentabile  degli eserciti, milioni di morti al suo attivo, “li hai uccisi tutti vero? Anche le donne e i bambini?”,  che ha concesso il privilegio  di  nascere uomini anziché femmine, all’esclusione continua in nome del patriarcato, principio assassino. Muore una donna ogni due giorni in questo Paese, ogni volta si piange, il rituale si compie ma non si ha il coraggio di puntare il dito dove la differenza di genere viene celebrata con parole che lasciano tristi segni nel cuore.   Dove manca il rispetto per norme che stanno dentro la nostra Costituzione.

Mi sento dire, pazienza devi avere pazienza, i tempi non sono maturi, come? Ma duemila anni fa non c’era Qualcuno che non discriminava, accoglieva, esortava voci di donne, a loro tranquillamente si mescolava,  forse è stato sostituito? Chi ha detto “tacciano le donne” ha preso spudoratamente  il Suo posto?

Restituiamo la parola a Maria Maddalena, la dea femminile del sacro rimossa.

Con me Candia maestra gong a celebrare il ritmo vitale del pianeta Terra con il suono del gong, via iniziatica alla conoscenza.

Mentre venerdì 31 ottobre alle ore 18 nella libreria Tarantola parlerò di orchidee, incredibili figlie dell’aria, capaci di vita oltre ogni limite, esempio di connessione  tra i regni animale e vegetale, che siano anche loro frutto di mutazione genetica, come noi,  dentro il Gan – Eden?

Annamaria

P.S.: il viaggio in Camargue? Rimandato a primavera perché il battello che percorre la foce del Rodano da ottobre  ha sospeso i suoi viaggi.