La Cattedrale di Chartres.

La Cattedrale di Chartres.

E Paola, cara amica insegnante di yoga,  mi dice:  - perché non fai un incontro sulla cattedrale di Chartres?

-          Sì, certo, perché no! Grazie Paola.

Chartres la cattedrale gotica visitata un anno fa, era l’undici ottobre, perché anche le date hanno un loro intimo significato e i numeri un altro,  palese e condiviso. Ogni cosa insieme stabilisce un nesso e un legame, nulla a caso succede.

Costruita su un grande e solitario poggio granitico che affonda le sue radici nell’acqua del fiume Eure, a cinquanta kilometri da Parigi, luogo di culto delle antiche popolazioni celtiche, la cui rappresentazione del sacro era  sempre composta da  due cerchi  che si intersecano tra loro riproducendo in questo simbolo  la figura arcaica e primitiva della grande madre.  

E’ rimasto il principio molto evidente, due cerchi che si toccano: il grande labirinto e l’abside   e un punto sul pavimento  illuminato solo nel giorno del solstizio d’estate da un raggio di sole che entra da un piccolo foro di una vetrata.  

Non c’è rappresentazione della  crocifissione nella cattedrale di Chartres se non una  minima traccia  nel catechismo raccontato con i blu, con i rossi e i gialli nelle grandi vetrate policrome,  la vita scorre, la morte è confinata in un angolo.   C’è presenza femminile, una potente forza vibrante come uno strumento musicale che emana delle noti intense. Il labirinto, le pietre, la luce che cambia ad ogni ora del giorno, a piedi nudi sulla sacra terra, come nei riti di un tempo, e la presenza di Lei, non più nera ma ridipinta dalla controriforma perché le tenebre inquietano, rappresentano la forza scatenante degli elementi. Dopo, la luce, prima, il buio, come nella creazione del cosmo.  

E un’altra Lei sta sotto terra, la Sua immagine è appesa ad un cancello che ancora non è aperto, su un percorso sinuoso come un serpente, chiamato  Wuivre,  rappresenta l’energia vitale  che proviene dalle viscere della  terra e che le religioni maschili fanno a gara per tenere a bada. Cari signori non sarà più possibile. E’ questo il cambiamento del terzo millennio. Ineluttabile.

C’è posto per tutti nella cattedrale di Chartres, non importa il colore della pelle, il credo, la religione, l’ateismo o la fede,  un prete minimo ( come gli umani minimi del Pianeta, di cui ho sempre parlato) vestito di abiti semplici accoglie chi vuole.

Non si respira il dolore, la contrizione, la sofferenza, il senso di colpa, il peccato, l’espiazione, la separazione, il castigo,  c’ è femminilità, gioia, dignità,  colore, condivisione, parità   accoglienza e libertà, anche nelle rappresentazioni del sacro. Nessuno s’inchina e lo sguardo si eleva.

Tutto sembra dire che il matrimonio tra il Dio maschio e la Madre Terra ha trovato finalmente il luogo della sua celebrazione.

Annamaria

P.S.: il programma sarà pronto tra poco. Pensavo a degli incontri di un’ora giovedì o venerdì alle ore 18. Fatemi sapere.

Domenica 12 ottobre alle ore 11 nell’ambito della fiera del libro a Brescia presenterò “Rosso ciliegio” nei locali di Piazza Vittoria ( ex spizzico).

Giovedì 23 ottobre alle ore 20.30 “ parole e suoni “ nel salone della musica di Palazzo Fenaroli in via Pace con me ci sarà Kandia Ghia, maestra gong.

Giovedì 30 ottobre alle ore 15 presentazione con Angela al suo gruppo di lettura in S. Alessandro.

Progetto di un viaggio a Les Saintes Maries de la mer, Arles, la foce del Rodano, Camargue con riferimento ai capitoli 34 e 35 del mio libro. Cosa ne dite? A novembre.