Partendo da una salsiera in porcellana.
Spesso dimentico la mia autentica professionalità, ho ricevuto e ricevo molte domande sul perché di tanta accuratezza nel descrivere gli ambienti nel mio libro “Rosso ciliegio” . Spiego che questo è sempre stato il mio lavoro, conoscere gli oggetti antichi e saperli collocare in un rapporto originale di spazi, proporzioni, ritmo, colore, epoca, provenienza e stile. Non invento nulla, la bellezza è sempre frutto di armonia, equilibrio e conoscenza.
Gli oggetti antichi sanno raccontare gli eventi hanno la possibilità di dire perché sono nati con quella tale forma, quel colore, quell’uso anche se solo decorativo. Un oggetto fatto con le mani è immediatamente databile e identificato nella sua origine.
Lo stile impero mi ha sempre affascinato, perché di rottura con tutto ciò che lo precede, capace di non lasciare tracce negli stili seguenti, non popolare ma esclusivo di ambienti colti e raffinati.
L’uso di fregi dorati, di sfingi, palme e teste leonine richiama senza dubbio l’antico Egitto, l’espressione artistica si colloca tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento quando in tutta Europa si diffonde la meraviglia di una storia misteriosa, di cui ancora oggi sappiamo ben poco, non abbiamo una data certa d’origine, non sappiamo chi ha costruito con una tecnologia avanzatissima monumenti che sfidano il tempo. Da quella civiltà abbiamo pescato a piene mani, stili, forme e colori.
Nel periodo impero l’oro accompagnato alle tinte decise si impone con prepotenza sopra la delicatezza delle lacche bianche e oro del neoclassicismo. I colori accesi raccontano la loro funzione simbolica: nero il colore della fertilità, nera è la terra resa feconda dal limo, bianco come idea di luce, verde simbolo della crescita e della vita, rosso simbolo del fuoco, giallo colore del sole e dell’oro infine il blu colore delle acque del Nilo.
Perché ho raccontato tutto questo? Perché tra le mani mi è arrivata una piccola salsiera in porcellana di epoca impero, i manici con la testa a sfinge e l’impugnatura del coperchio, rappresentata con uno stilema a palmetta, il colore blu accompagnato all’oro. Non c’è marchio e capita spesso nei manufatti antichi, questo non toglie di poterla collocare con precisione nella sua giusta epoca impero e di riconoscere in essa tutta la storia affascinante, infinita con mille e più sfaccettature. Nel periodo egizio dominano le religioni solari, dal culto di Iside, Osiride e Horus al Dio Sole che nasce nella costellazione della vergine, ha dodici seguaci che sono i mesi dell’anno, è luce del mondo e cammina sopra le nubi e sorgendo ogni giorno è il salvatore del genere umano, porta una corona fatta di tanti raggi e il suo riflesso si sposta sopra le acque, passa attraverso la croce degli equinozi e risorge…
Annamaria
P.S.: sto preparando una serie di incontri, se qualcuno fosse interessato, oltre alla lavanda, le orchidee, potrei inserire un piccolo e particolare corso di antiquariato con un minimo di costo, ovviamente, altrimenti l’affitto come lo pago?

euro 65,00