Il cielo in una stanza.
Ho dimestichezza con le piccole metrature, abituata da sempre ad allestire stand e a concentrare la bellezza in pochissimo spazio, ho partecipato a fiere antiquarie in tutta Italia e all’estero, a New York nel caos stilistico, tipicamente americano, di Palazzo Cipriani in Wall Street, ho arredato un piccolo angolo. Le regole da rispettare sono quelle di sempre, utilizzare con grazia: equilibrio, simmetria, stile, forma, colore ed estro creativo.
Trenta metri appena la mia nuova casa, in un caseggiato popolare di inizio secolo, e anche questo mi piace, la scala in pietra, la ringhiera di ferro, solide mura, alti soffitti e grandi finestre, da dove scorgere il Cielo, ritagliato tra i tetti e i profili di abitazioni, fino all’orizzonte lontano. Dentro un’atmosfera d’altri tempi, ricercata e voluta, tra specchi del settecento, mobili d’epoca, foto ingiallite, dipinti e libri che hanno trovato una nuova collocazione. C’è posto persino per le mie amate orchidee, che dall’alto della cucina, ringraziano per la luce e il calore, nel loro nuovo giardino.
Tovaglie di lino, servizi antichi, qualche pezzo di argenteria e la bellezza è servita anche a tavola, dato lo spazio posso condividere il privilegio con poche persone, scelte con il cuore.
I famosi e diffusi mobili svedesi? Incapaci di reggere il trauma di un trasloco, e così anonimi, arredano la mia piccola cantina. E anche loro sono sistemati.
Annamaria
P.S.: Ancora presto per le decorazioni Natalizie, nel frattempo preparo con gli acquarelli i sacchetti. Ci vuole tempo e cura anche per loro.


