Il mio prossimo libro.

Il mio prossimo libro.

Attivisti di – ultima generazione – interrompono la messa al Pantheon, qualcuno li ha definiti  eco vandali, in effetti non hanno distrutto nulla hanno solo preso la parola senza chiedere permesso, tra lo stupore dei presenti e l’imbarazzo dei preti. Hanno torto, hanno ragione? Non lo so, non sono così convinta dei loro ragionamenti.

Mi interessa un altro aspetto ed è quello del luogo, voluto da Cesare Ottaviano Augusto, realizzato magnificamente da Adriano,  con l’obiettivo di  celebrare tutti gli dei, compresi quelli ancora sconosciuti e tristemente finito per essere lo spazio arbitrario di culto del bizzarro dio ebraico. Quale relazione e quale coerenza può nascere tra il luogo e i celebranti del nuovo culto? Mi  chiedo se non avvertono una sorta di vergognoso  imbarazzo e anche una forma di dissociazione psichica a calpestare quei magnifici marmi e a pronunciare parole dissonanti che mal si coordinano alla natura e alla perfezione pitagorica del tempio, che ancora porta tutta intatta la memoria incancellabile del passato?

Se si dovesse parlare di profanazione, questa lo è, imperdonabile e grande, poiché il tempio era di proprietà dello Stato e solo grazie alla menzogna, che sta alla base della falsa donazione di Costantino, universalmente riconosciuta,  ha  potuto passare nella proprietà della chiesa.  

Sono passati secoli? Sì, ma non importa un crimine rimane sempre un crimine e come tale attende giustizia.

Pensavo di riuscire a pubblicare nel mese di dicembre il mio ultimo libro, nulla cambia, uscirà nel prossimo anno, ho fatto una ricerca importante ma avrà la leggerezza di un romanzo, bello tosto, perché di pagine ne ho scritte molte, cinquecento per la precisione. Ho voluto raccontare la storia dei Flavi, da Vespasiano, a Tito  e a Domiziano, perché è un periodo storico affascinante, ho dedicato due capitoli a Brixia, la capitale dei galli cenomani. Racconto le tante divinità, perché piaccia o no, il nostro antico mondo era politeista e di conseguenza molto più saggio e tollerante di quello che si è imposto successivamente con un atto di violenza inaudito. Racconto il sesso perché per fortuna era un’azione normale non gravata da quell’orribile parola che si chiama peccato. Racconto gli intrighi, le congiure, perché il mondo antico non era perfetto ma prometteva molto bene. Purtroppo qualcosa è andato storto ma possiamo sempre attivare la nostra memoria ed è ciò che mi propongo di fare ogni volta che scrivo, per ricordare davvero chi siamo e da dove veniamo, nonostante siamo travolti da parole che con la nostra autentica storia non c’entrano nulla. Quell’idea religiosa che si è imposta con tanta violenza, fosse anche la migliore del mondo, non ci riguarda, la nostra origine è molto diversa, la nostra cultura tanto variegata e elevata e nulla ha a che fare, per nostra fortuna,  con quei quattro nomadi del deserto e il loro bizzarro dio.