Dal dio Alus a Saturno.

Dal  dio Alus a Saturno.

Sabato 13 novembre alle ore 15 davanti al Capitolium a Brescia.

L’albero di ontano è un magnifico colonizzatore, il suo legno resiste all’acqua, il suo nome latino è alnus, che molto ricorda il nome della divinità celtica Alus. E’ un dio oggi sconosciuto, probabilmente sostituito dal più famoso Saturno, che nella radice Sat del nome dichiara la sua funzione  fecondatrice.

Ma Saturno non è solo il dio della rigenerazione, a lui non si fa riferimento solo per il periodo aureo dell'abbondanza, la cosiddetta età dell’oro, quando gli esseri umani e le divinità vivevano in pace insieme,  Saturno è il dio che ha insegnato agli uomini la tecnica dell'agricoltura e con essa la civiltà.

Durante i Saturnalia si riconduce il periodo posto alla fine dell’anno all’epoca aurea, si rigenera il tempo sacro, il dio torna bambino con l’anno nuovo che inizia a gennaio con Giano.

Nel tempio di Saturno si conservava il tesoro dello Stato insieme alle leggi incise su tavole bronzee, ai decreti del senato, alle insegne degli eserciti   e ad una bilancia per la pesatura del metallo.

A Brixia ci sono due riferimenti a Saturno, il primo con Afra: -  Una santa martire di cui si sa poco, a volte secondo alcuni studiosi, viene identificata con s. Afra di Augusta sempre in abiti sontuosi e con i simboli del suo martirio: la palma e la lama seghettata.
La ‘passio’ di autore ignoto, inserita negli atti dei santi Faustino e Giovita, non fornisce alcuna notizia precisa circa l’identità della santa; in qualche codice è riportata come moglie di Italico il nobile bresciano, che secondo la ‘passio’ avrebbe recato il simulacro di Saturno nell’anfiteatro, perché ai suoi piedi, i cristiani fossero sbranati dalle belve feroci.
La ‘passio’ dipende da un racconto molto conosciuto nell’VIII e IX secolo; Afra presente nell’anfiteatro di Brescia alle torture e supplizi dei martiri Faustino e Giovita, tracciando un segno di croce, avrebbe fermato la furia di cinque tori, che docilmente si accosciarono ai piedi dei santi.
Alla vista del prodigio, circa tremila degli spettatori presenti, si convertirono al cristianesimo; Afra venne denunciata all’imperatore Adriano (117-138) come cristiana, subendo il martirio insieme alla schiava Samaritana, dopo la decapitazione di Faustino e Giovita.
La chiesa, che alla fine del III secolo era dedicata ai santi Faustino e Giovita, costruita sul luogo del martirio, nell’806 fu dedicata a s. Afra, dopo che i corpi dei due martiri, vennero traslati in un’altra chiesa. – (dal sito santi beati e testimoni)

Il secondo descrive l’azione del re longobardo Ariberto che dà l’ordine di distruggere la statua della divinità ad Edolo.

Ovviamente se c’era la divinità c’era anche il suo tempio. Dove?

Annamaria Beretta