Sulle tracce dell'imperatore Adriano a Brixia.

Sulle tracce dell’imperatore Adriano a Brixia.

Appuntamento in Piazza Loggia a Brescia sabato 23 ottobre alle ore 16.

L’anno dev’essere il 130 d.C., i protagonisti sono da una parte l’imperatore Adriano, dall’altra i due santi patroni della città, Faustino e Giovita. La narrazione che ci viene data è pura fantasia horror,  per fortuna il sacerdote autore dell’articolo  ci tiene a precisare che:  “di storico vi è l'esistenza dei due giovani cavalieri, convertitosi al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori delle terre bresciane e morti martiri tra il 120 e il 134 al tempo di Adriano, che molto probabilmente non li conobbe mai e che da quanto risulta non ordinò mai direttamente una persecuzione. Il loro culto si diffuse verso l'VIII secolo, periodo in cui fu scritta la leggenda, prima a Brescia e poi per mezzo dei longobardi in tutta la penisola ed in particolare a Viterbo.”

Del passaggio di Adriano a Brixia si è persa ogni traccia ufficiale, non c’era evidentemente spazio per tutti nelle pagine della storia. Resta alquanto strano che un   imperatore che ha costruito edifici in tutto il Mediterraneo non abbia lasciato  nulla di sé in questa  importante città, già capitale dei galli cenomani e colonia civica augusta. Evidentemente la manipolazione della realtà non appartiene solo al nostro tempo.

Di formazione intellettuale romana, Adriano è un uomo raffinato attratto dalle lettere greche. È anche soprannominato græculus (il piccolo greco). Innamorato del mondo ellenico, cerca di ripristinare la religione greca limitando i culti orientali. Adriano ricevette l'iniziazione ai misteri di Eleusi nel 124. Offrì ad Atene una vera rinascita grazie a un prestigioso programma di costruzione come il completamento dell’Olympieion,  la costruzione di una "città di Adriano" che un arco separa dalla "città di Teseo”con nuovi edifici, i portici dell'Agorà romana, la biblioteca. Crea il Panhéllenion, una lega che riunisce le città dell'antica Grecia e che ha sede ad Atene.

In Egitto, l'imperatore cerca di far rivivere l'eredità ellenistica più delle proprie tradizioni egiziane. Adora ufficialmente la statua canora di Memnon,  che si trova ancora sulla riva sinistra del Nilo ma ne fa una manifestazione della cultura greca e della sovranità romana. Questa statua reca poesie che celebrano l'imperatore e l'imperatrice Sabina. Adriano costruì una nuova città, Antinoopolis (Antinoé), fondata sulle rive del Nilo dove annegò Antinoo, e le diede una costituzione a imitazione di quella di Naucratis . Frequenta la Biblioteca di Alessandria, restaura le collezioni e visita il museo.

I suoi viaggi gli permettono di osservare un'ampia varietà di forme architettoniche, soprattutto in Oriente, da cui trae ispirazione per i suoi progetti. Ha lanciato grandi opere, in collaborazione con l’ architetto Apollodoro di Damasco. Tra le sue realizzazioni: il tempio di Venere,  iniziato nel 121, secondo un modello ellenistico, il Pantheon nel 125 e il mausoleo, oggi  Castel S.Angelo,   su modello e in diretta comunicazione con quello di  Ottaviano Augusto, oltre alla villa che porta il suo nome a Tivoli.   

Mentre a Brixia …