I cristiani ai leoni.

I cristiani ai leoni.

Nuova superstizione, misantropia, ovvero odio verso il genere umano, sono le accuse più antiche portate dai romani verso i cristiani, che vivono una condizione di grande ostilità e diffidenza.  Nella mentalità romana la tradizione ovvero il mos maiorum occupa un posto importante, è un’ etica, una fonte di diritto, una garanzia di durata e di continuità. Il mos maiorum permette ai romani di integrare le tendenze innovatrici, di acquisire usanze religiose e divinità dai popoli stranieri assimilandole e creando a volte sintesi molto originali. Sono due i collegi dei sacerdoti preposti alla religione laica e civica del mondo romano, uno classico e l’altro formato da quindici membri, quest’ultimo si deve occupare delle innovazioni,  delle nuove divinità e relative  pratiche cultuali. La mentalità romana si muove dentro una civilizzazione che ignora la distinzione tra sacro e profano, non conosce il significato di conversione e relativa apostasia. Socrate ad Atene è stato condannato perché non riconosceva gli dei della città ma Roma non ha mai emesso condanne contro chi non credeva nell’esistenza di Giove. Le convinzioni personali dell’individuo non costituiscono a Roma un delitto ma le autorità sia sotto la Repubblica che durante l’Impero non hanno mai esitato ad intervenire contro quella credenza o quella dottrina qualora si intravedevano i rischi di una perturbazione dell’ordine pubblico. Nel 186 a.C. il senato interviene proibendo i baccanali, i riti di Dioniso,  con una legge apposita. Non esiste una legge persecutoria contro i cristiani, la loro attività costituisce per i magistrati romani solo un problema di ordine pubblico, il popolo li accusa di magia, di cannibalismo, di fare riti strani con i bambini e di avere in odio il genere umano.

 Il cristianesimo si definiva esclusivo, per sua natura intollerante ad ogni altra divinità, era pervaso da una teologia della persecuzione e una mistica del martirio, concetti lontani e incomprensibili nel mondo pagano. Lo stesso imperatore Marco Aurelio, autentico filosofo stoico, vede nei martiri cristiani un’attitudine alla teatralità. Dopo il 250 gli imperatori hanno capito il pericolo che il cristianesimo rappresenta per i modi di vita e il pensiero ereditato dal passato ma per spirito di tolleranza autentico non hanno mai formulato editti di persecuzione. Nessuna sintesi era possibile con i cristiani.

 Gli anni di Costantino vedono un trionfo della chiesa, un’accelerazione della storia e una completa inversione dei rapporti di forza. Alla fine del quarto secolo il paganesimo è vietato per legge, i templi sono chiusi, molti distrutti, il cristianesimo è unica religione di stato. La mutazione è rapida e brutale, è istituzionale e religiosa, i perseguitati ora sono i pagani,  ai quali non viene offerta nessuna opzione salvifica, nessun granello di incenso da bruciare di fronte all’imperatore cristiano,  la nuova religione è imposta con atti violenti e chi non si adegua,  come è dettagliatamente scritto nell’editto di Teodosio del 380, paga le conseguenze.

Il numero dei martiri cristiani è sicuramente sovrastimato, gonfiato dalla propaganda,  mentre degli oppositori della chiesa non conosciamo l’entità, eppure sappiamo che le guerre di religione hanno insanguinato l’Europa, interi popoli con l’invasione dei colonizzatori cristiani sono stati sterminati, molti eretici bruciati e un numero infinito di bambini ha subito abusi da parte del clero cattolico in molti luoghi del mondo.

L’ultima notizia, apparsa sui quotidiani in  questi giorni, riguarda 150mila bambini indigeni, del Canada che mancano all’appello, sono stati  prelevati con la forza, separati  dalle loro famiglie e costretti a dimenticare la loro lingua, le usanze, il loro mondo di appartenenza. Mille tombe sono state ritrovate nei cortili degli istituti cattolici in funzione fino agli anni 90 e quattro chiese sono state incendiate.   No, non si può girare infinitamente  la testa da un’altra parte, facendo finta di nulla.  Questi sono crimini odiosi contro l’umanità.   

Annamaria Beretta